BENDESSERE E NATURA. La Scienza per sentirsi bene

 è un manuale della psicologa clinica Giada Caudullo.
Pubblicato per Marsilio

BENDESSERE E NATURA. La Scienza per sentirsi bene è un manuale d’uso per capire come applicare i principi del bendessere alle esigenze pratiche della vita, attraverso una guida utile a operatori e lettori attenti alla propria salute psicofisica. Vitamine, minerali ed erbe per un progetto esistenziale di bendessere.
OGNI ETÀ HA IL SUO BENDESSERE ed  IL LIBRO DI GIADA CAUDULLO È UNA GUIDA ALL’UTILIZZO DELLA NATURA E DELLA NUTRACEUTICA NELLE DIVERSE FASI DELLA VITA:
– La gravidanza
.  l’Infanzia
–  l’età della prima scoperta
 – l’adolescenza
–  L’adulto maturo
–  L’età della saggezza
Il volume gode del supporto di Solgar Italia Multinutrient, che ha fornito le schede di approfondimento sui diversi componenti nutraceutici.
 “Questo manuale fa parte di un ampio progetto editoriale, rappresenta uno strumento pratico per vivere appieno il bendessere. A determinati desideri vengono declinate risposte provenienti dalla Natura e da un innovativo vocabolario – dichiara l’autrice Giada Caudullo – L’opportunità di benessere che deriva dalla nutraceutica e un’alimentazione sana valorizza le funzioni dell’organismo, in tal modo, corpo e mente raggiungono un’armonia che si rispecchia nella vita sociale”.  
Il bendessere è un concetto, un neologismo, sviluppato dallo psichiatra di fama internazionale Vittorino Andreoli, autore del primo trattato “La nuova disciplina del benessere. Vivere il meglio possibile” (ed. Marsilio), presentato nei mesi scorsi. 

“Il bendessere si raggiunge analizzando i desideri umani, che sono differenti per ogni fase dell’esistenza umana. Le integrazioni nutraceutiche provenienti dal mondo della Natura sostengono e supportano l’organismo e permettono di promuovere bendessere anche a livello della mente e quindi delle relazioni sociali nel Microambiente (famiglia e relazioni parentali strette) e nel Macroambiente (società, relazioni esterne e lavorative). I desideri sono segreti che vanno svelati, adattati alle proprie potenzialità e presuppongono determinati bisogni, generando pertanto un vero e proprio nuovo vocabolario del bendessere”.

“Il nostro scopo – precisa lo psichiatra Andreoli – è occuparci del bendessere, delle esistenze che possono essere migliorate, per imparare a vivere bene, a smussare i conflitti, a essere sereni”.

Occorre insomma passare da un concetto di benessere, che è un sentimento di gratificazione, a un più evoluto concetto di ben d’essere, che diventa un’espressione di esistenza in grado di evolvere verso il bendessere come scienza che aiuta a perseguire uno stile di vita, una visione del mondo, per migliorare la propria vita e di conseguenza quelle di chi vive con noi.
Il bendessere si raggiunge analizzando i desideri umani, che sono differenti per ogni fascia dell’esistenza umana. La Natura, attraverso la nutraceutica, sostiene e supporta l’organismo, promuovendo bendessere anche a livello della mente e quindi delle relazioni sociali nel Microambiente (famiglia e relazioni parentali strette) e nel Macroambiente (società, relazioni esterne e lavorative).

  • La gravidanza abbraccia una dimensione di ricchezza e creatività e il vocabolario del bendessere riguarda l’accoglienza, l’attesa, l’immaginazione, di cui spesso è ricco il silenzio, la resistenza; mente e corpo diventano un “Noi” e il Microambiente familiare ha il peso maggiore rispetto alle relazioni sociali. La gestante desidera tranquillità e accudimento, desidera un nutrimento bilanciato per sé ed il nascituro, desidera bellezza cutanea e asseconda questi desideri non soltanto attraverso l’attenzione a queste esigenze psicologiche specifiche, ma anche utilizzando nutrienti che possano conferire salute e bellezza della pelle e dei tessuti, sostenendo l’attesa con nutrimento per il sistema nervoso centrale e per l’organismo di mamma e bambino.
  • Durante l’Infanzia, l’età della prima scoperta e della costruzione dell’individualità, dell’identità, dei sentimenti e delle emozioni, l’influenza dell’ambiente e delle relazioni circostanti ha un effetto unico. Le tre sfere, MENTE e CORPO e RELAZIONI, nei primi 3 anni di vita, sono parte di un’unica DIMENSIONE (rimandiamo alla lettura del sottocapitolo «del libro “Dall’individuazione alla separazione”»). A livello del CORPO inizia la scoperta di genere («sono un maschietto o una femminuccia») e il cervello attorno ai 5 anni richiede il 60% dell’energia ricavata dal cibo («…cresce più il capo rispetto al corpo…»).

Se si osserva lo sviluppo della MENTE invece, entro i 6 anni il desiderio di essere accudito viene proiettato non solo sulla madre ma anche verso figure di riferimento differenti (es. maestre, etc..). Per ciò che concerne la coltivazione delle RELAZIONI SOCIALI nasce il gruppo dei «pari» compagni d’asilo. Resta comunque forte il microambiente (la famiglia). Il gioco e la conquista dell’autonomia sono elementi principali nell’infante dopo i 6 anni e la dimensione dei rapporti interpersonali acquisisce un valore maggiore rispetto alle altre sfere esistenziali. Il bambino, da un punto di vista psicologico, si concepisce come un «NOI»: si vivono le prime esperienze a scuola e in famiglia. Nasce l’Amicizia e il rapporto con i genitori e i componenti della famiglia va vissuto con Gioia per costruire la giusta empatia.

  • Nell’adolescenza, che si divide per differenze sostanziali in una prima adolescenza (dagli 11 ai 14 anni circa) e in una seconda (dai 14/15 anni alla maggiore età pressappoco), si presentano bisogni specifici a seconda dei due periodi. Nella prima si impone il desiderio dell’accettazione da parte degli altri appartenenti al gruppo dei pari età, mentre la famiglia diventa quasi un “ambiente sgradito”, per poi tornare ad avere più importanza per l’adolescente nella seconda fase, durante la quale nascono i desideri di formazione delle prime coppie tra partner all’interno della comitiva e acquisisce più importanza l’affermazione sociale.

 Il controllo e la scelta rispetto a determinate fonti alimentari e integrative per il supporto dell’equilibrio cutaneo a questa età può giocare un ruolo fondamentale per conferire più sicurezza rispetto a un corpo che cambia e che appare quasi “mostruoso”, da una mente che non accetta consolazioni dai membri della famiglia, ma che desidera soprattutto ritrovare difetti comuni in coetanei per alleviare quel senso di disgusto, che inevitabilmente influenza il modo di porsi del giovane adolescente.

  • L’adulto maturo è in perfetto equilibrio nel bendessere tra corpo, mente e relazioni interpersonali e quest’ultima risulta essere la dimensione potenzialmente più arricchente nella fase tra i 30 ed i 50/55 anni. Una volta riconosciuti i desideri, suggerire un tonico fisico e mentale per affrontare con positività fornisce una risposta adeguata a un bisogno specifico. Nonostante questa sia una fase nella quale ad esempio la maturità fisica e sessuale raggiunge il suo apice, le energie per affrontare brillantemente la socialità possono richiedere integrazioni nutraceutiche come l’estratto standardizzato di Rhodiola Rosea, per accrescere le funzioni vitali sia di corpo che di mente e rapporti con gli altri.
  • L’età della saggezza che questa disciplina suddivide in “young old” (65/75 anni circa), “medium old” (76/84 anni circa) e “old old” (dagli 85 anni e oltre) e il cui vocabolario incontra desideri che possono esaudire la voglia di superare la fragilità, per ritrovare la libertà e per saper trasmettere i propri vissuti con un supporto degno di particolare attenzione per la memoria, per esempio favorendo un sonno ristoratore, attraverso precursori della serotonina, che è il neurotrasmettitore del buon umore e dell’equilibrio, fino a supportare il sistema digestivo del medium old (76/84 anni circa), per migliorare la comunicazione tra la periferia del soma, cioè l’intestino, e la centralità, ossia il cervello.
  •                                                                                           segnalato  da  Ornella  Torre

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