Focusing è il nuovo stretching:

 Intervista al Dottor Riccardo Ceccarelli, medico sportivo e direttore di Formula Medicine 

“Focusing è il nuovo stretching: attenzione al muscolo, alla postura e alla respirazione per prevenire stiramenti e contratture prima dell’attività sportiva”
Lo stretching viene ancora troppo spesso sottovalutato dagli sportivi, siano essi agonisti o amatori, mentre se svolto correttamente e con cognizione può contribuire a ridurre infortuni e stiramenti. Si stima infatti che chi pratica sport abbia un 30-40% di probabilità in più di incorrere in un infortunio rispetto a chi ha una vita sedentaria.

Infortuni e traumi non sempre sono casuali, ma possono essere dovuti a un errato approccio all’attività sportiva durante la preparazione atletica. Se questa viene a mancare, tendini e muscoli perdono di elasticità, ne risente la fluidità del movimento e si riduce il range articolare, con conseguente incremento del rischio di incorrere in traumi da sovraccarico o lesioni. L’allungamento muscolare è il modo più facile ed efficace per contrastare la rigidità e la tensione muscolare. Sul muscolo si dovrebbe agire come su un motore, riscaldandolo in modo graduale prima della sua massima sollecitazione, che sia per una corsetta mattutina o per un’importante gara o partita.

È limitativo però parlare solo di stretching. Si dovrebbe parlare infatti di focusing che equivale a fare stretching ma con intelligenza. Spesso il riscaldamento viene fatto in modo superficiale, distrattamente, mentre richiede concentrazione e applicazione.

I fattori che entrano in gioco nel focusing sono tre:

  • l’attenzione al muscolo, sia in termini di riscaldamento e allungamento della struttura che poi si andrà a sollecitare – ci si focalizza sullo stretching di determinate zone che verranno messe sotto stress o sotto carico – sia in termini di concentrazione. E’ importante focalizzare la mente sulle sensazioni che arrivano dal muscolo: bisogna infatti lavorare sulla tensione muscolare, non sul dolore. Quando si raggiunge questa soglia, significa che il muscolo è stato allungato troppo e bisogna ritarare la posizione. Tante volte lo stretching viene fatto parlando con un amico o un compagno di squadra: questo però distoglie l’attenzione dai “messaggi” che arrivano dai muscoli.
  • la postura. Se si vuole allungare il muscolo è necessario mettersi nella posizione corretta, che deve essere mantenuta per alcuni secondi. Assolutamente errato molleggiare, uno sbaglio comune che comporta un continuo conflitto nel muscolo che non sa bene come comportarsi con questo tipo di sollecitazione.
  • la respirazione, che deve essere lenta e controllata, consente di mantenere la concentrazione e anche la posizione, e favorisce il rilassamento, a tutto beneficio dell’intero processo di riscaldamento.

Un altro suggerimento è quello di preparare la zona all’allungamento muscolare massaggiando per 2-3 minuti le parti soggette a sollecitazione con una crema a base di esteri cetilati ad alta concentrazione. Un principio attivo naturale che penetra nelle articolazioni e nei muscoli svolgendo un’azione che possiamo definire “preventiva”, ossia permette di mantenere lo stato fisiologico dei tessuti senza perdere fluidità e contribuire a una migliore elasticità di cartilagini e muscoli.

La crema, attraverso il massaggio terapeutico, può anche essere impiegata per ridurre la sintomatologia dolorosa a livello articolare e muscolo-scheletrico in caso di traumi sportivi e di infiammazioni articolari. Efficace contro il dolore, favorisce il recupero della mobilità anche nei periodi di riabilitazione conseguenti a fenomeni infiammatori o traumi. Inoltre, il dimostrato profilo di sicurezza – complice la formulazione a base di acidi grassi naturali – ne permette l’uso prolungato senza il rischio di effetti collaterali, rendendola una soluzione alternativa e sicura ai farmaci anti-infiammatori o FANS.

Oggi purtroppo lo stretching – detto anche focusing – è un anello debole in tanti sport. Non si lavora abbastanza di prevenzione, un pò come succede in medicina: sono pochi quelli che fanno un check-up preventivo, molti di più i pazienti che si rivolgono al medico a sintomi conclamati.

L’ultimo consiglio quindi è di non rimandare il problema, ma prevenire quanto possibile.

Stefania Bortolotti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...