A BitMilano sarà presentato il Rapporto del Turismo Enogastronomico Italiano 2020

La quarantesima edizione di BitMilano propone, tra le iniziative rivolte in esclusiva al trade, una fitta rete di attività convegnistica che vedrà alternarsi sui palchi delle diverse sale autorevoli Speaker provenienti da realtà differenti. Il palinsesto convegni andrà ad approfondire quattro macro aree: la formazione, la tecnologia, gli hot topics e il turismo enogastronomico.

La tematica dell’enogastronomia – e dei viaggi ad essa collegati – sembra, anno dopo anno, diventare sempre più di interesse generale per il consumatore finale: in occasione del prossimo appuntamento di BitMilano, Roberta Garibaldi presenterà il un quadro aggiornato del turismo enogastronomico in Italia  che darà seguito all’analisi esposta lo scorso anno.

Dal Rapporto sul Turismo Enogastronomico 2019 era emerso che i turisti enogastronomici italiani rappresentano un segmento turistico che interessa in modo trasversale tutte le generazioni, in primis gli appartenenti alla Generazione X (i nati tra il 1965 e il 1980) e a seguire i Millennials (i nati tra il 1981 e il 1998). In particolare, questi ultimi sono in forte crescita e dichiarano di prediligere destinazioni dove quest’offerta è ampia e diversificata e si integra armoniosamente, sia con un contesto di particolare pregio paesaggistico, sia con un’identità culturale forte e radicata nella popolazione residente. Ad affermarsi è quindi il concetto di “paesaggio enogastronomico”, ovvero quell’insieme di cultura, persone, ambiente, attività e prodotto tipico, che il turista enogastronomico italiano prende sempre più in considerazione quando sceglie la meta del suo prossimo viaggio. La continua crescita del settore rappresenta un dato molto rilevante che deve essere tenuto in forte considerazione dagli operatori di tutte le destinazioni italiane, al fine di proporre servizi sempre più strutturati.

 

Dal Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2019 è emerso che l’Italia ha tanto da offrire: 825 prodotti agroalimentari e vitivinicoli ad Indicazione Geografica, 5.056 Prodotti Agroalimentari Tradizionali, 4 beni enogastronomici inseriti nella lista del patrimonio tangibile e intangibile dell’UNESCO, 2 città creative UNESCO dell’enogastronomia, 334.743 imprese di ristorazione, 875 ristoranti di eccellenza, 23.406 agriturismi che offrono servizi di alloggio, ristorazione e altre proposte turistiche, 114 musei legati al gusto, 173 Strade del Vino e dei Sapori. A ciò si aggiungono una molteplicità di esperienze a tema, quali visite e degustazioni nelle cantine, nei birrifici e nei frantoi, sagre e feste enogastronomiche, esperienze di social eating e cooking class che trovano uno spazio sempre maggiore nell’offerta degli intermediari tradizionali e online. Un’offerta importante in termini numerici in continua crescita, anche se in modo non consistente per tutte le tipologie, e che riflette la ricchezza e la varietà del patrimonio eno-gastro-turistico-italiano, da Nord a Sud, nelle maggiori città così come nei luoghi periferici.

Quali le destinazioni più amate? Nell’ultimo rapporto, fra le regioni più apprezzate dalla totalità dei turisti italiani per un viaggio enogastronomica figurano Sicilia, Toscana ed Emilia Romagna, mentre Napoli, Roma e Firenze sono le città che hanno riscosso il maggiore consenso. Per quanto riguarda l’estero, Spagna e Francia sono i Paesi più graditi dai turisti italiani con Parigi, Barcellona e Madrid indicate tra le città straniere. Tra i turisti enogastronomici le regioni più amate sono invece Sicilia, Toscana e Puglia.

Un’attenzione particolare, infine, merita il vino, che si conferma sempre più un importante fattore di attrazione turistica. Secondo Roberta Garibaldi “il desiderio di scoprire e fare esperienze enogastronomiche è divenuto, negli anni, un elemento trasversale che interessa non solo una cerchia ristretta di appassionati, ma un pubblico vasto, diversificato, che vede la maggior parte dei visitatori interessati a un’opportunità di arricchimento culturale. Cambia il profilo di chi giunge in cantina, e cresce parimenti anche il desiderio di nuove proposte e servizi che possano arricchire la visita di questi luoghi affascinanti e immersi nella natura.”

La maggior parte dei turisti del vino ama percorsi misti che coniughino esperienze enogastronomiche e non, e quindi ha un profilo enogastroculturale animato dal forte desiderio di entrare in contatto con l’identità, le tradizioni e la cultura del luogo che sta visitando.

Nonostante l’alto interesse, oltre il 60% degli italiani intervistati lo scorso anno ritiene che le visite guidate in cantina abbiano un’impostazione troppo simile tra loro. Complessivamente, la degustazione dei vini e l’acquisto degli stessi a prezzi interessanti sono le esperienze più ricercate, ma dai dati si evince un forte desiderio di una offerta più ricca, con l’assaggio di piatti ricercati in abbinamento alle produzioni dell’azienda, quindi di attività come degustazioni al tramonto (indicato dal 78% degli enoturisti) e cenare nei vigneti (68%). Molto gradite a questo pubblico di appassionati risultano anche essere la vendemmia turistica, i trattamenti di benessere e attività sportive, artistiche e di rilassamento psico-fisico, oltre alla possibilità di trovare attività dedicate ai bambini. Il livello di apprezzamento risulta infatti compreso tra il 44% e il 61%. Ciò denota un chiaro desiderio di vivere e sperimentare la cantina attraverso modalità nuove e più coinvolgenti.

 

I dati dell’ultimo anno confermeranno questo trend? Il settore continua la sua crescita? BitMilano ti aspetta per scoprire il quadro aggiornato presentato da Roberta Garibaldi.

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