HODLER – SEGANTINI – GIACOMETTI, CAPOLAVORI DALLA COLLEZIONE GOTTFRIED KELLER, LUGANO 24 MARZO – 28 LUGLIO 2019

Hodler – Segantini – Giacometti
Capolavori dalla Collezione Gottfried Keller
Museo d’arte della Svizzera italiano, Lugano
24 marzo – 28 luglio 2019 
A cura di Tobia Bezzola e Francesca Beninire.
Dal 24 marzo al 28 luglio 2019 il Museo d’arte della Svizzera italiana, in collaborazione con il Museo nazionale svizzero di Zurigo e l’Ufficio federale della cultura, presenta una grande esposizione dedicata alla collezione della Fondazione Gottfried Keller. La mostra riunisce i principali capolavori della raccolta d’arte federale custoditi nei musei elvetici, tra cui opere di Hodler, Segantini e Giacometti.

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De Chirico e Savinio i “Dioscuri” dell’arte alla Villa dei Capolavori

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De Chirico e Savinio. Una mitologia moderna

Dal 16 marzo al 30 giugno 2019
Fondazione Magnani-Rocca, via Fondazione Magnani-Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (Parma).
 www.magnanirocca.it – segreteria@magnanirocca.it  –  info@magnanirocca.it  

Dal 16 marzo al 30 giugno 2019 la Fondazione Magnani-Rocca ospita una grande mostra dedicata a Giorgio de Chirico Alberto Savinio, i «Dioscuri» dell’arte
del XX secolo. 

I due fratelli hanno ripensato il mito, l’antico, la tradizione classica attraverso la modernità dell’avanguardia e della citazione, traslandoli e reinterpretandoli per tentare di rispondere ai grandi enigmi dell’uomo contemporaneo, dando vita a quella che Breton definì una vera e propria mitologia moderna.   Continua a leggere

“IL MERAVIGLIOSO MONDO DELLA NATURA”, A PALAZZO REALE – MILANO

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MOSTRE. A PALAZZO REALE VA IN SCENA “IL MERAVIGLIOSO MONDO DELLA NATURA”, UNA MOSTRA TRA ARTE, MITO E SCIENZA
Palazzo Reale di Milano dal 13 marzo al 14 luglio 2019

Riallestito nella sua originaria integrità il “Ciclo di Orfeo”, 23 tele che rappresentano un unicum nella produzione figurativa italiana, sia per le dimensioni che per la quantità di specie animali e vegetali raffigurate

La Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale si trasformerà in questa mostra per accogliere il Ciclo di Orfeo, un gioiello unico dell’arte del Seicento riproposto finalmente nella sua forma e sequenza originaria.

Risultati immagini per canestro di fruttaUno spettacolare allestimento scenografico
nella prestigiosa Sala di Palazzo Reale, esteso alle sale adiacenti, con prestiti eccezionali, dalla Canestra di frutta del Caravaggio al Piatto metallico con pesche di Giovanni Ambrogio Figino. Il tutto raccontato al pubblico grazie a Risultati immagini per Piatto metallico con pesche di Giovanni Ambrogio Figinoun progetto espositivo originale, frutto della capacità del Comune di Milano di “fare sistema” tra le diverse istituzioni culturali della città.

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ANTONELLO DA MESSINA – Palazzo Reale Milano – dal 21 febbraio al 2 giugno 2019

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PALAZZO REALE, APRE il 21  febbraio  2019 AL PUBBLICO LA GRANDE MOSTRA DEDICATA AD ANTONELLO DA MESSINA

Milano, 20 febbraio 2019 – Apre domani, giovedì 21 febbraio, nelle sale di Palazzo Reale, la mostra dedicata ad Antonello da Messina (1430-1479).

L’esposizione, allestita dal 21 febbraio al 2 giugno 2019 nelle sale di Palazzo Reale, è frutto della collaborazione fra Comune di Milano|Cultura e Regione Siciliana, è prodotta da Palazzo Reale e Mondo Mostre Skira ed è curata da Giovanni Carlo Federico Villa.

Antonello da Messina è considerato il più grande ritrattista del Quattrocento e il progetto a lui dedicato si propone come un’occasione unica per poter ammirare la maggioranza delle opere dell’artista siciliano giunte fino a noi. Continua a leggere

Nelle Fiandre sulle tracce di Pieter Bruegel il Vecchio

Il 450°anniversario della morte di Pieter Bruegel il Vecchio (1569) è l’occasione perfetta per vivere un’esperienza nelle Fiandre sulle tracce del maestro fiammingo che più di ogni altro ha saputo raccontare la propria terra e la cultura delle Fiandre, individuando una sintesi perfetta tra natura, umanità e grottesco.  Da Bruxelles alla regione del Pajottenland, passando per Anversa, i “luoghi bruegelliani” rivivono nelle opere dell’enigmatico e visionario artista e oggi assumono nuova luce grazie al calendario di appuntamenti temporanei e alla valorizzazione del ricco patrimonio artistico permanente delle Fiandre. Continua a leggere

Jean Auguste Dominique  INGRES
e la vita artistica al tempo di Napoleone  

Milano, Palazzo Reale 12 marzo 2019 – 23 giugno 2019

Palazzo Reale di Milano dal 12 marzo al 23 giugno 2019 presenta la mostra Jean Auguste Dominique Ingres e la vita artistica al tempo di Napoleone promossa dal Comune di Milano – Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Civita Mostre e Musei, in collaborazione con StArt e il Museo Ingres di Montauban.

La mostra è curata da Florence Viguier-Dutheil, Conservatore Capo del Patrimonio e Direttrice del Musée Ingres di Montauban.

L’esposizione comprende oltre 150 opere, di cui più di 60 dipinti e disegni del grande maestro francese, riunite grazie a prestiti internazionali da alcune delle più grandi collezioni di tutto il mondo come il The Metropolitan Museum of Art di New York, il Columbus Museum of Art dell’Ohio, il Victoria and Albert Museum di Londra, il Musée du Louvre, il Musée d’Orsay, il Petit Palais, Musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris oltre al già citato museo di Montaubaun, dal quale proviene il nucleo più corposo di opere, e da grandi musei italiani come la Pinacoteca di Brera, la Galleria d’Arte Moderna di Milano, i Musei Civici di Brescia e ancora da collezioni private.

Il suo percorso è singolare e sorprendente. Considerato come un inclassificabile, percepito come l’erede di Raffaello e allo stesso tempo come il precursore di Picasso, tra il maestro della bella forma e quello della non-forma, Jean Auguste Dominique Ingres è innanzitutto un “rivoluzionario”. Realista e manierista al contempo, egli affascina tanto per le sue esagerazioni espressive quanto per il suo gusto del vero.

Il 12 giugno del 1805, dopo essersi fatto incoronare a Milano, Napoleone I dichiarava di voler «francesizzare l’Italia». L’espressione è certamente brutale, ma testimonia, in quel contesto storico, il desiderio di accelerare le trasformazioni della vita pubblica e culturale da parte del Generale divenuto Imperatore e poi Re d’Italia. Coniugando eredità della Rivoluzione e dispotismo autoritario, in effetti la sua politica ha avuto un impatto immediato e duraturo anche al di qua delle Alpi. Proprio in ragione della sua ampiezza e della funzione attribuita alle arti, si è sviluppato uno straordinario incontro tra le diverse tendenze che compongono la modernità europea nella stagione del neoclassicismo, di cui Jacques Louis David (1748-1825), Antonio Canova (1757-1822) e Jean Auguste Dominique Ingres (1780-1867) sono stati i punti di riferimento.

Ma il termine “neoclassicismo” non rende giustizia a quella che è stata una profonda rivoluzione del gusto. La definizione emerge in epoca romantica ed assume un senso peggiorativo, per stigmatizzare uno stile algido e “marmoreo”, un banale “ritorno all’antico”. Ci vorrà più di un secolo perché il neoclassicismo ritrovi un senso positivo e una fisionomia originale, nel quadro di una rivalutazione che continua ancora oggi.

La mostra Ingres e la vita artistica al tempo di Napoleone intende presentare al pubblico italiano l’artista che più di ogni altro si è ispirato a Raffaello e nello stesso tempo vuole restituire alla vita artistica degli anni a cavallo del 1800 la sua carica di novità e, per così dire, la sua “giovinezza conquistatrice”. Con una particolare attenzione a Milano, che in quella riorganizzazione politica e artistica ebbe un ruolo fondamentale. In una stagione di grande prosperità, la città fu fortemente rimodellata nei suoi monumenti, nei suoi spazi verdi e nelle infrastrutture urbane, a partire dalla nuova Pinacoteca di Brera. Anche gli artisti italiani furono coinvolti nell’ondata di lavori e di cantieri che ne seguì. Appiani nella pittura e Canova nella scultura si avvalsero ampiamente di questa “politica delle arti”, ascrivibile all’arte del governare di Napoleone Bonaparte. Ma non fu da meno l’iniziativa privata di nuovi protagonisti, estranei al mecenatismo aristocratico: primo fra tutti Giovanni Battista Sommariva, definito da Francis Haskell “il mecenate indubbiamente più importante dopo l’imperatore e la sua famiglia”.

Ingres è parte integrante di queste storie incrociate, senza le quali l’Europa di oggi sarebbe incomprensibile. Con la mostra, il pittore delle odalische, nella sua modernità, svela anche la sua italianità, un’impronta che fa di lui una figura fondamentale della vita artistica prima, durante e dopo l’Impero. Nato nel 1780 nel sud-ovest della Francia, a Montauban, Ingres dimostra presto un talento straordinario per il disegno. Dal 1797 è a Parigi nella cerchia di David. Nel 1800 concorre per il prix de Rome e nel 1806, dopo aver completato il grande Napoleone in costume sacro, è finalmente a Roma, dove può approfondire gli studi e la passione per Raffaello. Inviato in Italia sotto l’Impero e poi coinvolto nei cantieri imperiali di Roma, Ingres decide di restare «italiano» fino al 1824, per tornare più avanti a dirigere Villa Medici.

Della vita artistica in questo periodo, oggi abbiamo una visione globale, che non oppone più la componente severa e apollinea, rappresentata da David e Canova, agli aspetti più “moderni” o più sorprendenti, rappresentati dalle bizzarrie di Girodet e dall’erotismo di Ingres, dall’onirismo e dal gusto del macabro, dallo slancio delle donne pittrici e dalla reinvenzione del nudo femminile. Dato che si proclamava come continuazione degli antichi, la “paradossale modernità del neoclassicismo” (Marc Fumaroli) richiede insomma di essere apprezzata nelle sue tensioni, nelle sue contraddizioni, nella sua dualità solare e tenebrosa.

Info mostra                          mostre@civita.it
Orari                                     Lunedì: 14.30 -19.30
martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30 – 19.30
giovedì e sabato: 9.30 – 22.30
La biglietteria chiude un’ora prima

segnalato  da  ornella  torre