Chiusi in una gabbia per attirare le prede

Chiusi in una gabbia per attirare le prede

Petizione diretta a Giuseppe Conte, Sergio Costa, Gian Marco Centinaio, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Roberto Fico
Caccia: stop all’utilizzo dei richiami vivi @GiuseppeConteIT @SergioCosta_min @giamma71 @Roberto_Fico @Pres_Casellati

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hai mai sentito parlare dei richiami vivi? I richiami vivi sono piccoli uccelli migratori che vengono tenuti chiusi dentro gabbie minuscole per attirare altri uccelli e permettere così ai cacciatori di sparare e uccidere più prede possibili.

Da questo settembre il Ministero della Salute ha autorizzato l’uso di richiami vivi su tutto il territorio nazionale durante la stagione della caccia.

Sostieni l’appello della Lega per l’Abolizione della Caccia: fermiamo l’uso dei richiami vivi. Ora.

L’utilizzo degli uccelli come richiami vivi è una pratica particolarmente crudele legata alla caccia.E’ permesso tenere animali rinchiusi tutta la vita in minuscole gabbie, della dimensione di un foglio A4, per fungere da richiamo verso i propri simili ed attirarli così verso lo sparo di un fucile durante il periodo venatorio.

I richiami vivi sono detenuti in condizioni durissime, per molto tempo al buio in modo che perdano la percezione del tempo e scambino il periodo in cui verranno esposti al capanno per la primavera. Il loro canto così attirerà maggiormente, riempiendo il carniere del cacciatore.

Vivono in gabbia in condizioni igieniche precarie, senza la possibilità di distendere le ali destinate così ad atrofizzarsi e di fare le quotidiane abluzioni e bagni di sabbia, che in natura amano fare per proteggersi dai parassiti. Costretti ad una detenzione dove le zampe si ricoprono di piaghe e ulcere, nella quale il tasso di mortalità è impressionante.

A queste migliaia di piccoli uccelli migratori come allodole, cesene, merli, tordi, colombacci e pavoncelle è negata la libertà quotidiana di volare e seguire il loro istinto che li porterebbe a volare per chilometri e chilometri durante le stagioni migratorie. Migliaia perché ogni anno il “capannista” deve procurarsi degli uccelli freschi, per ragioni di richiamo o per rimpiazzare quanti sono morti nel corso dell’anno precedente. Oltre a queste specie vengono utilizzate anche anatidi per la caccia da appostamenti acquatici.

Per questa pratica crudele vengono utilizzati uccelli allevati appositamente, ma troppo spesso anche frutto di catture illegali.Ogni anno i traffici illeciti di uccelli scoperti sono tantissimi e rappresentano solo la punta di un iceberg di un business incredibile che svuota i nostri cieli e condanna gli uccelli selvatici a un’insopportabile prigionia.

Per l’utilizzo ai fini di richiamo, a queste specie verrà negata la possibilità di esplicare l’attività fisiologica, un maltrattamento che cesserà solo con la fine dei loro giorni.

Ai cacciatori, in alternativa ai richiami vivi, la normativa già ora consente fischietti o altri strumenti a bocca o a mano, oltre a stampi in plastica raffiguranti specie cacciabili.

Mentre è già vietato l’utilizzo di richiami elettroacustici, a funzionamento meccanico, elettromagnetico o elettromeccanico, perché ha una incontrollabile e forte attrattiva per l’avifauna, ne è però ammessa la vendita, cosa che oggigiorno ne porta ad un utilizzo illegale e diffuso.

Per tutto quanto sopra esposto io sottoscritto chiedo, anche ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione :

-di abolire la pratica e vietare severamente l’utilizzo di uccelli come richiami vivi.

– di mantenere il divieto di utilizzo di richiami acustici a funzionamento meccanico, elettromagnetico o elettromeccanico, con o senza amplificazione del suono e di vietarne la vendita.
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