L’ANTIBIOTICO RESISTENZA

Che cos’è?

E’ un fenomeno per il quale un microrganismo risulta resistente all’attività di un farmaco antimicrobico, originariamente efficace per il trattamento di infezioni da esso causate. Il fenomeno può riguardare tutti i tipi di farmaci antimicrobici: antibatterici (detti anche antibiotici), antifungini, antivirali o antiparassitari. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’antimicrobico-resistenza rappresenta, oggi, una delle maggiori minacce per la salute pubblica.

Secondo l’Organizzazione in assenza di interventi efficaci, il numero di infezioni complicate antimicrobico-resistenza potrebbe aumentare notevolmente nei prossimi anni, arrivando, nel 2050, a provocare la morte di 10 milioni di persone l’anno. Nei Paesi dell’OCSE la perdita economica cumulativa sarebbe compresa tra i 20 e i 35 miliardi di dollari.

Da cosa è originata?

La trasformazione dei ceppi batterici in organismi resistenti è un meccanismo evolutivo naturale,determinato da mutazioni del corredo genetico, in grado di proteggere il batterio dall’azione del farmaco.Rientra, quindi, tra i processi di competizione biologica tra microrganismi basati sulla produzione diantimicrobici. Questi ultimi, infatti, sono molecole naturali prodotte da microbi per difendersi da altrimicrobi, presenti da miliardi di anni in natura, come lo sono i meccanismi di resistenza, anch’essi vecchi dimiliardi di anni.

Per ogni nuovo antimicrobico di origine naturale esiste già un meccanismo di resistenzapresente in natura. L’introduzione degli antibiotici in ambito clinico umano e veterinario ha generatoun’ulteriore pressione selettiva in questi contesti, favorendo la selezione di microrganismi resistenti1.

Quanto è diffusa in Italia?

Nel nostro Paese la resistenza agli antibiotici è tra le più elevate registrate in Europa. Sul fronte dei Gram negativi, nel nostro Paese è diffusa soprattutto la specie batterica Klebsiellapneumoniae che è resistente a quasi tutti gli antibiotici disponibili. La percentuale di resistenza a questa classe di antibiotici in K. pneumoniae è pari al 34%. Anche Escherichia coli ha raggiunto alte percentuali di resistenza agli antibiotici: 30% verso le cefalosporine di terza generazione e 43% verso i fluorochinoloni.

Per quanto riguarda i patogeni Gram positivi, la percentuale di Staphylococcusaureus resistente alla meticillina (Mrsa) oscilla da anni intorno al 33-34%. Si dimezza invece la resistenza alla penicillina in Streptococcuspneumoniae (responsabile di polmoniti e sepsi anche in pazienti non ospedalizzati). La resistenza alla vancomicina negli enterococchi, che ha rappresentato un grosso problema clinico negli anni Novanta, rappresenta di nuovo una minaccia. Infatti, la percentuale di E. faeciumresistente alla vancomicina nelle batteriemie è passata dal 5% nel 2013 al 13% nel 20162.

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